Intanto.

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Intanto che la scuola è finita, ed è finita bene nonostante le sofferenze dell’ultimo periodo (“mamma, non ne posso più, le maestre strillano troppo… ma noi mica capiamo di più se strillano, anzi, ci mettiamo paura e non capiamo più nulla!!!).

Intanto che è finito jujitsu (due passaggi di cintura, e le gare “di allenamento” in cui Figlia è arrivata ultima ma s’è divertita come una matta).

Intanto che partono nuove preoccupazioni: la signorina ha iniziato ad emanare  pestilenziali “parfum d’ascèll” che manco Rocky dopo gli allenamenti! Altri segnali di sviluppo precoce non ci sono, altre mamme di bambine marroncine ma pure “gialle” (=europeeoccidentalicaucasiche; i neri non ci vedono bianchi, lo sapete? ci vedono GIALLI! mmmmmhhh che favola😀 ) mi rassicurano che questa roba fetente può durare anni senza che la fanciullaggine debba per forza terminare in un lampo; ma una mia cara amica mi suggerisce una visita “auxologica”, per capire a che punto siamo, per poter fare previsioni, per poterci preparare ad un evento che comunque potrebbe sorprenderci per tempestività. Perché poi il menarca potremmo allontanarlo, ma prima che io tocchi gli ormoni di mia figlia mi devono passar sopra con un carrarmato… Proprio io che con gli ormoni ci ho litigato da sempre, piuttosto sbatto la testa a uno spigolo, ma non li voglio proprio toccare!!!!

Intanto che abbiamo acquistato un paio di occhiali da vista molto fashion, perché Figlia è miope (tutta su’ mamma…. ma io mi sono operata… il vantaggio di essere adulta!).

Intanto che stiamo per prendere appuntamento per l’apparecchio ai denti.

Intanto che abbiamo imparato le tabelline a memoria: TUTTE.

Intanto che capita che si facciano dei giri, e quando lei è in buona è una spettacolare compagna di viaggio. In treno lei legge e io porto avanti un lavoretto a maglia, al ristorante lei legge il menu e sceglie, è educata e gentile coi camerieri (devo trattenerla perchè vorrebbe sempre aiutarli a sparecchiare!), se facciamo compere mi tiene la tenda del camerino, oppure fa le sfilate davanti allo specchio e poi cerca approvazione…. insomma, intanto che penso che sia un’età fantastica questa sua, e che lei sia proprio fantastica.

Intanto che la vita gira, andiamo avanti coi progetti.

Il “mandato” è stato affidato all’ente; i documenti sono in via di preparazione.

Ma non sentiamo la fretta, né l’affanno. Siamo troppo impegnati a crescere con allegria. Ogni tanto un po’ di maretta, ma la filosofia di Figlia, quella del “vabbè“, ci fa vedere sempre il bicchiere mezzo pieno.

Non potrebbe essere altrimenti, dopo aver ricevuto una pagella che dice che come genitori abbiamo tutti 10😀 (ma secondo me bara; non può non pensare che non siamo anche abbastanza rompiballe, a ricordarle sempre cosa non si fa, cosa va fatto meglio, e a beccarla sempre quando prova a far finta di lavarsi i denti e viene puntualmente sgambata!!!) .

Al dunque

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E il 6 marzo è arrivato.
E noi siamo andati.
E la proposta è stata chiara, univoca, potente ma con moderati e sentiti avvisi alla prudenza.

Perché non ci piove che “il posto per noi” sia il continente delle origini biologiche di Figlia. E men che meno ci piove che saremmo coppia e famiglia sulla carta adattissima per quel paese.

Però… potrebbe piombarci in casa un fringuello sulla carta più piccolo ma nella realtà coetaneo di Figlia, e lei va preparata per non sentirsi schiacciata: s’aspetta un fratellino e si ritrova una pertica come lei, e magari con abilità che lei non ha… Si aspetta di essere sorella maggiore, e magari arriva un monello che prova a metterla all’angolo dal primo giorno (te sei con mamma e papà da anni, fatti in là che ora tocca a me!!).

Oppure potrebbe arrivare un nano che è un universo a parte. Interazione zero, ma catalizzatore di attenzione. Forse più semplice da gestire, una “normale gelosia” ma non si può certo scegliere…

E poi.
Si tratta di fare due viaggi. Primo di conoscenza, e secondo di convivenza e poi via verso la nuova vita.
Ma: loro suggeriscono di non portare i primogeniti durante il primo viaggio. Perché SecondoFiglio ha diritto di conoscerci senza la sorella che magari subito scatena competizioni e gelosie; perché noi abbiamo diritto almeno in quell’occasione di darci totalmente a lui, cosa che sarebbe impossibile da farsi con Figlia là.

Non avevamo MAI valutato questa eventualità. Una settimana/10gg lontani da figlia????

L’ente è serio e non è in discussione; se dà questa indicazione un motivo c’è.

Ma solo il pensiero è una ferita.

Dicono “abbiamo tempo per lavorarci”. Abbiamo tempo per far anche capire a Figlia la necessità di questa cosa.

A me però …, BOH!!!

Beh, vedremo🙂 del resto è un suggerimento, non un obbligo.

Entro una decina di gg ci richiamano, e se non ci sono ostacoli si parte (stavolta sul serio) per quest’avventura.

E questo pensiero è bellissimo.

piesse

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Mercoledì scorso abbiamo fatto un colloquio di gruppo con il CIFA, ente che già prima di figlia ci aveva colpito (se non altro perchè opera da decenni, e questa è abbastanza una garanzia… anche se con l’adozione internazionale l’imprevisto è dietro l’angolo).

Ci sono ri-piaciuti.

E stavolta non abbiamo voglia di girare e testare: se con loro c’è una possibilità, l’acchiappiamo.

Dicono che a “lasciarsi guidare” in un tempo medio di 18 mesi si arriva a completare (o semplicemente ingrandire) lo stato di famiglia… Noi onestamente speriamo che accada prima, ma è pur vero che da quando c’è Figlia il tempo scappa via veloce.

Ho avuto il sospetto che il calo delle adozioni internazionali si sia fatto sentire molto; mentre l’altra volta PRIMA volevano leggere il decreto e la relazione e POI se tutto era ok ti convocavano per un appuntamento, ora la cosa è stata contestuale: abbiamo consegnato i nostri documenti per la lettura e ci hanno dato l’appuntamento per il 6 marzo. Ovvio poi che se i documenti in qualche modo non gli piacciono ti fermano prima, ma quest’inversione di procedura mi dà proprio quel sospetto là: le adozioni calano – anche per la critica situazione economica delle famiglie italiane.

Non mi stupisce.
Fortuna che son giù due anni che mettiamo via monete da 5ocents, 1 euro e 2 euro… non dico che la somma basterà, ma basterà per acquistare una buona boccia con cui brindare, se tutto andrà per il verso giusto.

e poi dicono che i bambini “non capiscono”..

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– “papà, ma prima… come mi chiamavo??? insomma, mi avete detto che andavo a scuola anche prima di venire da voi… e allora che cognome avevo?”.

Déja-Vu: quel cognome, che io ho cercato in ogni angolo del web, curiosa come una scimmia di trovare una somiglianza, e poi curiosa e basta.

e vabbè.

Ha il cervello che funziona eccome, era solo questione di tempo…

La legge dice: potrai avere notizie sulla tua storia chiedendo in Tribunale, non prima dei 25 anni.

Sehhhhhhhhhhhh…. qui sapremo tutto ben prima, mi cascasse il naso.

Speriamo solo che non mi freghi la macchina di nascosto per raggiungere “i suoi” proprio quando ho un appuntamento dal parrucchiere, che poi mi fa far tardi😀

4 anni insieme

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4 anni, e 17 chili in più.
4 anni, e 31 cm in più.
4 anni, e 4 chili di troppo (sei arrivata peso-forma… e ora sei un po’ rotondetta… speriamo con pazienza amore e fantasia di rimediare… difficilissimo visto che hai SEMPRE fame!!!)
4 anni, e una cintura gialla conquistata all’esame di jujitsu
4 anni, e tante altre conquiste: la pagella, la pronuncia corretta di quasi tutte le lettere/gruppi di lettere del nostro alfabeto, gli spettacoli a teatro, l’equilibrio perfetto in bicicletta, e non ultimo riuscire a tenere il passo con l’istruttrice di nuoto più teRRRRRRRibile della piscina.
4 anni, e i capelli tanto più lunghi, che con i “twist” pieni di elastici colorati ti piaci un sacco, balli sfrenata davanti allo specchio per vedere quanto si muovono.
4 anni, e “voglio mammaX” ma poi anche “perché non mi hai adottata subito, quando sono nata?” e addirittura “ma io volevo nascere dalla tua pancia!”
4 anni, e ancora “voglio tante coccole” (quanto durerà ancora? speriamo per sempre!!!!)

4 anni, e se guardo indietro mi pare di averti sempre avuta accanto.

Love is: mercoledì siamo al CIFA, per vedere se “ci trovano” un fratellino. Che bel sorriso che hai fatto quando l’hai saputo (un sorriso di nuovo sdentato, causa smarrimento degli incisivi laterali superiori, ma sempre bellissimo).

Nel frattempo gioiamo (finalmente) per Jo-Fabio-Tania e soffriamo invece molto per queste coppie (una la conosciamo, seppur “virtualmente”), e ci auguriamo (almeno) che la giustizia faccia il suo corso velocemente.

Spartiacque

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E’ finita un’epoca.

Quella di qualche domanda dopotutto semplice, rasserenata da semplici risposte.

E’ arrivata l’epoca in cui è chiaro come il sole che ci si confronterà, forse quotidianamente, con domande ed assenze ingombranti, di quelle che agli adulti tolgono il sonno.

Perchè sono nata?
Perchè mi ha lasciata?
Forse non mi voleva?
Perché non hanno provato ancora ad insegnarle a fare la mamma per benino?
Mi manca.
Vorrei una sua fotografia, almeno per guardarla.
Vorrei il suo indirizzo.
E’ vecchia?
Vorrei tornare con lei.
Mi manca. Sono triste.

“Cosa ti manca di preciso?” – “Lei”.

Ci avevano avvisati ai corsi: i vostri figli potranno non volerne parlare, oppure ve ne parleranno.
Ci aveva avvisata la psicologa con la quale chiacchieravamo ogni tanto: “lei non vi farà nessuno sconto, ha carattere!!!! e sa che voi ne avete”.

E quindi eravamo preparati. Anzi, da un po’ avevo notato uno strano silenzio sull’argomento.
Come il mare che d’un tratto si ritrae troppo, e poi ti scarica sulla riva un’ondata che arriva là dove ti sentivi al sicuro.

Dicono che se i figli ne parlano con tranquillità noi abbiamo lavorato bene: abbiamo dato loro la fiducia necessaria.

Dovremmo quindi essere sereni, e lo siamo, in superficie, sotto la superficie, e nel profondo.

Ma ugualmente quando arriva questo momento, e con la potenza con la quale sta arrivando qui, con discorsi che durano anche 40/45 minuti in cui l’attenzione non scema un solo secondo, è come se fosse finita in un lampo l’infanzia, la spensieratezza.

La guardo, e mi rendo conto che davvero raramente, e solo nei momenti più difficili io mi sono chiesta “ma sarebbe diverso se mi fosse nata dentro? se dal primo giorno in cui era cellula avesse “respirato la mia stessa aria?”. Rarissime volte, e mi sono sempre risposta: forse no!

La guardo, e mi rendo conto che invece lei ora ogni giorno si domanda come sarebbe la sua vita con l’altra famiglia.

La guardo mentre dorme serena. E mi domando: come fa a dormire serena, con tutte queste domande e questi desideri che non si avvereranno mai?

Ok, abbiamo voluto la bicicletta, e pedaliamo. Magari mettiamoci il casco, però, da oggi in avanti………………

* * *

Love is

Giorgia e Fabio e Tania stanno chiudendo la prima partita importante della loro vita a tre, dopo tanto-troppo tempo.
E io sono proprio felice!!!
Che la vostra bicicletta abbia ruote ben gonfie, freni oliati e bei cestini in cui infilare splendidi momenti fino minimo al 3003!😀

Noi si va

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In vacanza. È davvero il momento di ritrovarsi, rilassarsi, condividere e ridere. Questa scuola che innervosisce Figlia, il lavoro che decisamente rapisce troppo spesso e con una forza bruta miomarito, e gl’innumerevoli impegni che mi fanno girare come una trottola…. è davvero il momento di dire BASTA!!!

Abbiamo prenotato lunedì, valigie chiuse alle 2 di questa mattina, svariati oggetti scordati, desiderio forte di evadere.

Questa volta sarà un tour nel mediterraneo: Creta, Alanya, Limassol, Haifa, Ashdod e Napoli i nostri scali, per i nostri 12 giorni. Ho compilato una breve lista di “to do”, di “must”, poi vedremo se assaggiare voracemente o se degustare con calma. Unica incognita le tappe in Terra Santa, che vorrei fare per placare la curiosità di Figlia che fa tante domande su Gesù. Se c’è caos la nave cambia scalo.

Unico rammarico non riuscire ad arrivare a Petra, che sogno da anni: troppe ore di viaggio… Beh, torneremo!!!

Buone vacanze a tutti!!!

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